TRAMA
1876, i pellerossa sono sul piede di guerra: il capitano Brittles, che comanda il Forte Starke posto al confine, cerca in tutti i modi di evitare il conflitto.
RECENSIONI
Secondo capitolo della trilogia sulla Cavalleria (gli altri due sono Il Massacro di Fort Apache e Rio Bravo) e il preferito da John Ford, che gira nell’amata Monument Valley. Più che concentrarsi su battaglie o azione (ma le immagini di questi cavalieri in marcia sono a dir poco epiche), si diverte a dipingere, fra il serio e il faceto, un capitano prossimo alla pensione che deve affrontare, suo malgrado, l'ultima missione (contro gli indiani) e un triangolo amoroso dove due ufficiali si contendono la bella che indossa il nastro giallo del titolo originale (che richiama anche una marcia militare). La peculiarità e bellezza delle migliori opere di Ford sta sempre nel “come” i suoi caratteri risolvono i conflitti: questione di etica e questione di amore del regista per le sue figure. Il baffuto e invecchiato (appositamente) John Wayne, come nel precedente Il Fiume Rosso di Howard Hawks, dà prova di essere un buon attore e non solo un physique du rôle: lo stesso Ford si complimentò pubblicamente. Il direttore della fotografia in technicolor Winton C. Hoch vinse un Oscar nel seguire le indicazioni del regista, tese a imitare lo stile del pittore di scene di frontiera Frederic Remington o a catturare la cavalleria nel deserto durante un vero temporale. Sceneggiatura di Frank Nugent e Laurence Stallings.

