Giallo, Poliziesco, Recensione

LA SIGNORA NEL CEMENTO

Titolo OriginaleLady in cement
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1968
Durata93’

TRAMA

Il detective privato Tony Rome rinviene, sul fondo dell’oceano, una donna con i piedi nel cemento. Viene ingaggiato da un russo per ritrovare Sondra e si imbatte in un potente malavitoso e in una ricca ereditiera.

RECENSIONI

Secondo appuntamento, dopo L’Investigatore (1967), con il Tony Rome di Marvin H. Albert, questa volta impegnato anche in sede di sceneggiatura insieme al Jack Guss di Daniel Boone (che, non a caso, appare in TV, insieme al Bonanza in cui Dan Blocker si autocita). Ritorna, quindi, lo sguardo prediletto per un sottobosco amorale: night con danzatrici, teatri con spogliarelliste, centri massaggio equivoci, bische clandestine nascoste nelle pompe funebri e così via. Ma il troppo onnipresente commento sonoro di Hugo Montenegro, così scanzonato e frivolo, sottrae i toni torbidi e noir del predecessore e lo sguardo sul femminino denota un prepotente maschilismo (sulla signora nel cemento: “Era carina?”; “Che fianchi!”), reso emblematico dalla chiusura in zoom sul fondoschiena di Raquel Welch. Nonostante i risultati siano inferiori, tutto funziona, l’intrigo è intricato e i personaggi minori fanno la differenza, dal “russo matto” di Dan Blocker (che, volutamente, richiama la trama del “Murder, my sweet” di Chandler) al gestore del night club omosessuale e con fidanzato muscoloso. Funziona ancora il tipo interpretato da Frank Sinatra, con quel savoir-faire sardonico anche nelle situazioni peggiori.

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