Horror, Streaming, Thriller

FINAL DESTINATION BLOODLINES

Titolo OriginaleFinal Destination Bloodlines
NazioneU.S.A., Canada
Anno Produzione2025
Durata110'
Montaggio
Musiche

TRAMA

Stefani Reyes è una ragazza di diciotto anni che frequenta il college e da due mesi è tormentata da un terribile incubo ricorrente, all’interno del quale assiste impotente alla morte di centinaia di persone causata dal cedimento di un ristorante sospeso su una torre.

RECENSIONI

A venticinque anni dal primo capitolo della saga, e quattordici anni dopo il quinto episodio, il sesto Final Destination non perde la sua personalità né la sua freschezza, benché ormai declinate alla ripetitività dei classici. Se è infatti vero che l’horror post-Scream è diventato il genere più destrutturato e teorico in circolazione (ma è l’horror in sé a prestarsi naturalmente al giochino semiotico), è altrettanto innegabile che sia stata la creatura di Wong e perfezionata da Ellis a compiere, con apparente leggerezza, il passo decisivo. Basta orpelli narrativi, al bando i cattivi/mostri, liberiamoci dal Male e lasciamo solo l’essenziale: personaggi dei quali non importa niente a nessuno vanno incontro a morti spettacolari, fantasiose e ultra-violente perché così vuole la sceneggiatura, senza che ci sia bisogno di altro. Questo, alla fine, ci hanno dato decenni di slasher / teen horror, questo, a carte finalmente scoperte e autoreferenziali, ci danno tutti i Final Destination.
Bloodlines, da un certo punto di vista, ribadisce il concetto ma insieme lo amplia e chiude il cerchio. L’incipit è quello classicissimo che ci aspettiamo (il sogno a occhi aperti, mortalmente pirotecnico e premonitore), con una ambientazione storica che però incuriosisce (perché gli anni 50?) e che, in un certo senso, storicizza non solo il film ma tutto il franchise, rendendolo sempre più organico e autoriflessivo. Bloodlines è un sequel ma anche un prequel, che insinua il dubbio che tutte le morti di tutti i FD abbiano avuto origine dal (o siano comunque collegate al) crollo di quel ristorante sospeso, gioca con le aspettative dello spettatore e con le sue convinzioni ormai sedimentate (c’è un modo in cui i personaggi potrebbero sfuggire o sarebbero potuti sfuggire alla destinazione finale?) e lo fa con macabra, consapevole leggerezza, imbastendo ottime sequenze di suspense (si veda quella del “camion dei rifiuti”, chiusa con una impressionante morte in long take digitale) e lo fa in modo, sì, divertente. C’è qualcosa di sempre più apertamente ludico, in Bloodlines, che è come se metabolizzasse decenni di ormai datati meta-horror per prenderli come dati di fatto, acquisiti, annullando de facto la distanza tra genere (Halloween), meta-genere (Scream) e meta-parodia-de-genere (Scary Movie) per confezionare un prodotto sostanzialmente moderno, senza più bisogno di prefissi (post-) o doppi prefissi (post-post-).