TRAMA
Uscito da un lungo periodo di tossicodipendenza che ha lasciato tracce pesanti sui rapporti con la sua famiglia, un attore accetta di raccontarsi e addirittura mettere in scena la propria deriva.
RECENSIONI
A proposito di Jia
Solito giochetto (condotto con sufficiente abilità, va riconosciuto) sui molteplici piani dell’evento (il ricordo, l'intervista, la rappresentazione), il film di Zhang Yang saccheggia senza soverchia inventiva stereotipi occidentali (i Beatles, l’onnipresente De Niro) ed orientali (il melò di famiglia) ma si salva, in parte, con le armi dell’ironia (mai troppo pungente, in ogni caso) e dell'ambiguità semantica (il protagonista ha lo stesso nome dell’attore che lo interpreta, e il film è presentato come un documentario in cui agiscono i “reali” protagonisti dei fatti narrati).
