Horror, Recensione

WISHMASTER

NazioneU.S.A.
Anno Produzione1997
Genere
Durata90’

TRAMA

Uno Djin della mitologia persiana, intrappolato in un opale, viene accidentalmente evocato da un’esperta di pietre preziose. Fa incetta di anime e, se riesce a ottenere dall’esperta la richiesta di tre desideri, i suoi simili invaderanno la Terra.

RECENSIONI

Ci sono le tracce di ben tre scuole horror di pregio in questa pellicola sottovalutata: la più evidente è quella di Wes Craven, produttore esecutivo che affida la regia al mago del trucco orripilante Robert Kurtzman, forse conscio dei troppi punti di contatto del racconto con la sua saga di Nightmare. La bella maschera dello Djin ricorda quella di Freddy Kruger e sono tipicamente craveniani il tema del dare corpo ai desideri incubali, la protagonista femminile tosta e una certa complessità di “pensiero” all’interno della struttura di genere. Il gusto della deformazione della carne e dell’orrore splatter (che ovviamente in Tv passa edulcorato) che Kurtzmann riversa con generosità nei suoi trucchi, invece, non può che ricordare Cronenberg e, non a caso, l’opera condivide con il maestro il produttore Pierre David. Infine, il tutto abita anche sotto la stella di Clive Barker per la cura della mitologia sottostante all’evento orrifico: lo sceneggiatore è infatti Peter Atkins, da tempo collaboratore dello scrittore-regista inglese. Funziona tutto egregiamente: il prologo “persiano”, la creatività nel mettere in scena l’orrore, i dialoghi e personaggi (anche) interessanti e, soprattutto, Craven docet, l’efficacia malvagia dello Djin protagonista, un diabolico Andrew Dinoff.

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