TRAMA
1873, Dodge City: Lin McAdam vince l’ultimo modello del fucile Winchester durante una gara di tiro a segno. L’avversario Dakota Brown, che odia per motivi sconosciuti, glielo ruba. Gli dà la caccia.
RECENSIONI
Protagonista è il Winchester modello del 1873: i titoli di testa dichiarano che solo uno su mille veniva così perfetto, ed è l’arma che conquistò il Selvaggio West, quella di Wyatt Earp (l’ottimo Will Geer), disegnato dalla magnifica sceneggiatura come un simpatico maestro di scolaretti pistoleri attaccabrighe. È il capolavoro western di Anthony Mann, ricco di dettagli anomali e, al contempo mirabile compendio archetipico di tutte le situazioni tipiche del genere. Come un Excalibur agognato da molti per il suo potere, il Winchester passa di mano in mano, fa da testimonial e diventa la pietra sui cui vengono eretti gli Stati Uniti, fondati da uomini giusti come il Lin McAdam di James Stewart (unico legittimo proprietario), con la Trinità donna/uomo/arma quale nucleo di Civiltà. L’ironia che corre insieme alla tragedia classica, le allegorie, i dettagli sopraffini, i personaggi tutti memorabili fanno la differenza in un grande film.

