Bellico, Recensione

VICINO ALLA FINE

Titolo OriginaleA Midnight Clear
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1992
Genere
Durata100’

TRAMA

1944, Ardenne: una pattuglia di giovani americani in avanscoperta viene contattata da alcuni tedeschi che hanno intenzione di arrendersi.

RECENSIONI

Una pellicola antimilitarista, degna di All'ovest Niente Di Nuovo e Orizzonti Di Gloria (stessi vertici infami), che parte con un urlo di follia, poi indossa le ali della poesia, della spensieratezza giovanile, del gioco, per librarsi sopra la sporca guerra. Il seme aberrante dell'odio e dell'amarezza è però già stato sparso, e la belligeranza riacquista il ruolo cinico che le conviene. Un film sottovalutato che, forse per la prima volta, adotta un’ottica differente, di pace e speranza all’interno del sangue e dell’orrore (l’ex attore Keith Gordon, al secondo film da regista, ha recitato in horror di De Palma e Carpenter) e che riesce a non rendere eccessivi e ridicoli i passaggi dal crudo realismo agli sprazzi quasi surreali, sospesi, ironici, paradossali come la guerra stessa. Fra momenti di tensione (la guerra di nervi con i tedeschi), intona una lirica macabra e allegorica (le statue di ghiaccio umane, la processione con il morto/Cristo in croce), incantata (il capriolo) e umana (i ragazzini vergini e la "prostituta" amareggiata in missione, il bagno al cadavere) che prima riempie il cuore di speranza (memorabile la sequenza delle palle di neve) per poi atterrire nella disillusione.

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