TRAMA
RECENSIONI
Dal regista dall’insolita biografia Yvon Le Moine, autore del felliniano fuori tempo massimo Il nano rosso, nessuno si aspettava granché. Eppure questa rilettura di un classico di Michel Tournier, Vendredi ou les limbes du pacifique, versione francese del Robinson Crusoé di Defoe, nonostante la pesante patina da algida coproduzione europea, la confezione laccata e qualche tramonto rosato di troppo convince, sia per la non banale descrizione del rapporto tra civiltà e natura, tra vizi della cultura occidentale (i vacui rituali dell’ancien régime sul viale del tramonto, nonché l’incapacità di concepire un rapporto con l’altro svincolato dalla logica servo-padrone) e valori e limiti delle altre culture, sia per alcune soluzioni di regia notevoli (si pensi al long take a seguire il protagonista che si aggira sfiancato tra le macerie della sua “reggia”, distrutta, sebbene accidentalmente, dal “rivoluzionario” Venerdì). Philippe Nahon, che interpreta l’attore della Comédie Française Philippe de Nohan (sic!), gigioneggia comme il faut ed il suo volto si imprime nella memoria.
