Commedia, Recensione

VACANZE DI NATALE

TRAMA

Vacanze di Natale a Cortina d’Ampezzo: una ricca famiglia snob, con servitù al seguito e il figlio appena rientrato da New York con la sua affascinante fidanzata. In parallelo, il figlio del macellaio è in vacanza con una famiglia di romani coatti e finisce per innamorarsi proprio della fidanzata del rampollo. Ci sono poi il latin lover/musicista da pianobar che ritrova una vecchia fiamma, mariti traditi e mogli insoddisfatte.

RECENSIONI

Più che capostipite seminale di una fortunata saga, è il seme del male. I fratelli Vanzina non solo fotografano un certo tipo d’italianità ma la alimentano e i suoi effetti ancora oggi condizionano la mentalità dominante in Italia. Non a caso il film è diventato un cult e i suoi seguiti hanno sbancato i botteghini anno dopo anno. Per capire cosa c’è di marcio, basta confrontarlo con il precedente Sapore di mare, altra “vacanzina” dei Vanzina che i produttori Luigi e Aurelio De Laurentiis decisero di replicare a Cortina (ispirandosi a Vacanze d’Inverno, con Sordi e De Sica, del 1959). Lì, pur con leggerezza, c’era almeno un’ombra di sentimento memoriale. Qui invece troviamo solo una serie di barzellette triviali su corna e voglie extraconiugali, dietro le quali si nasconde un’ideologia inquietante. La commedia all’italiana metteva in scena personaggi miseri e difettosi, senza nasconderne la bassezza. I figli Vanzina (Carlo ed Enrico), al contrario, tradiscono la lezione del padre Steno (Stefano Vanzina), che non avrebbe mai mostrato il peggio degli italiani ammiccando al pubblico in cerca di complicità. Christian De Sica ricalca Alberto Sordi nei modi e nel tipo ma senza mai arrivare alla sua capacità di offrire una morale. I Vanzina celebrano soltanto la superficialità e l’opportunismo più squallidi. Sono pochissimi i necessari (perché fanno da controbilanciamento a vari figli di puttana restituiti con ironia consensuale) personaggi mossi da autentici scrupoli, tra sesso e tradimenti: quello di Claudio Amendola, innamorato della donna di un altro; quest’ultima che vuole solo essere amata; quello di Stefania Sandrelli con la sua vena romantica. Anche loro, però, finiscono intrappolati nello stesso schema: Amendola ottiene la donna agognata e, dopo tanto tormento, non fa una piega quando viene lasciato con un “Beh! Ciao” da una donna che trova un altro uomo ricco che la faccia viaggiare. La romantica Sandrelli torna dal marito nonostante tutto e la voce fuori campo ci avverte che in Sardegna si fa l’amante. Velo pietoso sul disgusto che provocano tutti gli altri tipi, eppure l’Italia s’è divertita e si diverte ancora guardandoli e riconoscendosi. Soundtrack di grandi hit dell’epoca, anche internazionali, che contribuì non poco al successo.

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