Commedia, Recensione

UOMINI D’ARGENTO

Titolo OriginaleSilver Bears
NazioneU.S.A., U.K.
Anno Produzione1977
Genere
Durata113’

TRAMA

Il mago della contabilità Doc Fletcher si affida a un nobile decaduto italiano per acquistare una banca in Svizzera e riciclare il denaro sporco del suo boss. Si fa anche convincere ad acquisire una miniera d’argento in Iran.

RECENSIONI

Cast internazionale per una co-produzione Regno Unito-Stati Uniti che, affidandosi allo specialista Peter Stone (Sciarada, Arabesque), adatta il romanzo bestseller "Il crack del '79", 1974, di Paul E. Erdman (di tutt’altra pasta nel descrivere finanza e raggiri) in veste di commedia criminale d’azione disimpegnata. Che la direzione sia affidata al ceco Ivan Passer è abbastanza ininfluente: dotato con il materiale umano e le sfumature, ha poco da apportare a un film che ha la propria ragione d’essere nelle evoluzioni della trama e dei caratteri che, impegnati a girare il mondo per gestire il mercato dell’argento (ma Passer privilegia gli scenari svizzeri), non fanno in tempo a mostrare la carta d’identità, restando senza volto (la prova di Cybill Shepherd è quella che ne risente di più). Il plot è confuso da scrittura e montaggio, gli attori paiono smarriti in ruoli indefiniti, certe (molte) gag che si vorrebbero divertenti non vanno a segno ma l’aria è simpatica e inoffensiva (non si sa quanto volutamente) e Michael Caine sornione vale sempre la visione. Iran girato in Marocco.

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