TRAMA
1998, New York: ex giocatore di baseball professionista con carriera stroncata da un incidente, Henry Thompson viene preso di mira da alcuni malavitosi russi che cercano una chiave in possesso del vicino, un punk inglese. Lo pestano e perde un rene: Henry trova la chiave ma poi, ubriaco, non ricorda dove l’abbia messa. Due chassidim ucraini uccidono la sua fidanzata: si rivolge a una detective e scopre che è invischiata con questi criminali.
RECENSIONI
Titoli di testa graffiati sui muri imbrattati della metropolitana: a seguire sesso, sangue, piscio e tragedie assortite. La partenza, con protagonista pavido e stolto, è spiazzante. A fuoco lento, però, il Fuori Orario di Henry Thompson assume contorni sempre più paradossali, violenti e illuminanti, dove contano i frammenti da far combaciare nel rebus esistenziale. Henry è schiavo di un trauma del passato e Aronofsky, in modo anche crudele, ne fa l’antieroe più nefasto della stagione recente, assecondando la sceneggiatura sadica di Charlie Huston, che adatta il proprio romanzo del 2004 (Henry Thompson sarà protagonista anche di altri suoi libri): tutte le sue scelte sono passi falsi che mietono le vite di chi lo circonda. Si palesa il percorso di formazione: se non spezzi il circolo vizioso del vittimismo e non allarghi la visuale comprendendo il male che arrechi agli altri, il fato continuerà a condannarti all'infinito. È insolito l’espediente etico e narrativo per cui, per far prendere coscienza al protagonista, gli si concede (in veste di “eroe”) di falciare inconsapevolmente vittime innocenti. Una commedia macabra, dove gli accadimenti sono di per sé tragici e, se ci sono delle macchiette, raffigurano personaggi terribili (i chassidim di Schreiber e D'Onofrio: irriconoscibili e da antologia) o inaffidabili (strepitoso il punk di Matt Smith). I sorrisi restano strozzati in gola ma, in un movimento sussultorio, ogni tanto la tensione si scioglie in improvvise catarsi liberatorie e squarci genuinamente buffi o amabili (i tifosi dei Mets aizzati contro l’inseguitore spacciato per un fan dei Giants; la salvezza del gatto anteposta ai soldi). Notevoli i due colpi di scena finali: quello dell’incidente originale replicato e quello in cui Henry veste i panni del punk per fuggire verso quella Tulum sognata dalla detective corrotta di Regina King. Nel baseball, il titolo originale Caught stealing ("colto a rubare") descrive il corridore eliminato mentre tenta l'avanzata alla base successiva (senza aver maturato il momento giusto).

