Commedia, Recensione

UNA PROMESSA È UNA PROMESSA

Titolo OriginaleJingle all the way
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1996
Genere
Durata89’

TRAMA

Trascura la famiglia per il lavoro: anche per Natale, dopo averglielo promesso, dimentica fino all’ultimo di comprare per il figlio il pupazzo di “Turbo man” e scopre che è esaurito.

RECENSIONI

È il sogno d’ogni bambino vedere il papà trasformarsi nel proprio supereroe preferito: tra morale (non si misura un padre dai giocattoli, non si trascurano i cari), favola rassicurante e buoni sentimenti, la pellicola non aspira certo ad essere audace ma è gustosa la vena sarcastica e cinica di Brian Levant sul consumismo (innestata anche in The Flinstones, simile nella sotto-branca commedia-per-famiglie con effetti speciali), in particolar modo se analizzata nel periodo natalizio, fra assalto ai negozi, sindrome dell’ultimo minuto, pubblicità invasiva che s’infiltra nel cervello dei bambini e opportunismo della case costruttrici di giocattoli. Simbolicamente, fa in modo che un simpatico Arnold Schwarzenegger combatta contro renne e truffaldini babbi natale. Prende anche in prestito certe gag slapstick e da cartoon, stile Mamma Ho Perso l’Aereo, dall’esperto di family-com Chris Columbus, qui produttore (le rincorse competitive fra i due padri, il trambusto creato dalla renna).  Ad un certo punto, però, il cerchio va chiuso e Levant s’adatta allo schema risaputo. Il costume e i poteri di Turbo Man sono un misto di Flash e Rocketeer con iconografia da Power Rangers (Levant aveva già creato e prodotto il serial Il Mio Amico Ultraman). Film più che adatto ai bambini, meno superficiale di quanto appaia: parla anche di padri assenti e ammonisce sui finti mariti/uomini perfetti (il vicino di casa che, faziosamente, tenta di sostituirsi al protagonista).

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