TRAMA
L’ispettore Léonetti, per quanto efficiente, pesta i piedi a un importante avvocato e viene trasferito in provincia. Il suo ex capo, però, gli affida l’importante incarico di trovare un testimone d’omicidio. Lo aiuta una giovane ausiliaria.
RECENSIONI
Lo scrittore ed ex carcerato José Giovanni, questa volta, si affida al romanzo di un collega (Joseph Harrington) e ne trae un appassionante polar d’indagine che, alla ricerca anche della commedia nella ricca galleria di personaggi, ha uno sfondo (e un finale) amarissimo. Con poca fiducia nelle istituzioni e nella polizia in generale, Giovanni è per la dedizione e l’ostinazione del singolo. La sua messinscena non è del tutto esemplare nel momento in cui, tentando persino qualche parentesi surreale (il sogno di Jeanne, la testimonianza in tribunale), non governa al meglio i vari registri, che passano dal realismo alla macchietta di alcune figure, dall’affabulazione vecchio stampo alla nuova scuola americana di Siegel e co., ma il regista ha talento nell’evocare (affidandosi molto al commento sonoro) le emozioni e nel costruire i caratteri, soprattutto quelli della coppia protagonista, un coriaceo Lino Ventura e una fresca Marlène Jobert, ammantata di romanticismo sottopelle, distanze incolmabili, sensibilità differenti (un’unione che fa la forza). Anche il brano più bello del film è un personaggio: il vicino sognatore, timido e poetico che frequentava la bambina del testimone scomparso, è una meraviglia di scrittura.

