TRAMA
Le storie di Ben, Emily e Chlo si intrecciano tra amori e tradimenti.
RECENSIONI
Filmetto insignificante che al festival ha fatto strage di risate: non capisco e non mi adeguo. Toy Love non solo non dice nulla di minimamente interessante sulle dinamiche sentimentalamorose uomo-donna, ma inanella una serie di battute, gag e situazioni comiche straviste che quando va bene strappano sorrisetti di circostanza. Mi si è detto e mi si dirà che perlomeno Toy Love non è politicamente (sentimentalmente) corretto, sarà, ma personalmente la cosa è lungi dall’essermi sufficiente per farmelo piacere. L’avessi trovato spippolando alla tele, avrei cambiato irreversibilmente canale dopo sette minuti d’orologio.

La commedia sentimental-scanzonata degli antipodi non è per nulla differente da quelle del giovane cinema europeo e americano, la vita cittadina è quella di un ovunque della contemporaneità (non fosse per l'accento neozelandese) e quella relazionale è una comunione umana, un po' di slapstick, di bontà e di scherzi più o meno riusciti. Toy Love riesce, soprattutto grazie ad una sceneggiatura, dello stesso regista (autore di "Topless Women talk about their loves, 1997 da noi passato sul satellite) a sfangare i propri doveri e fornire un intrattenimento sanamente decerebrato. Non si pretenda altro da questo inanellamento di situazioni e personaggi già visti ma tirati a lucido, immersi in un buon ritmo che ovviamente verso la fine tende a sfaldarsi e portare una riconciliazione prevedibile ma non causa di troppa discontinuità.
