TRAMA
Per vendicarsi del generale Tito Andronico che non ha avuto pietà di suo figlio, la regina Tamora sposa l’imperatore e, con l’aiuto del diabolico amante moro, complotta contro tutta la famiglia del generale.
RECENSIONI
Julie Taymor, qui esordiente, aveva già trasposto a teatro nel 1995 il truculento Titus Andronicus (1594) di Shakespeare: questa versione cinematografica della tragedia è una rivisitazione postmoderna alla moda che unisce architetture fasciste anni Trenta (l’Italia, specialmente con l’Eur, ha fornito le location), costumi dell’Impero Romano e del 1800, mezzi di locomozione d’epoca e musica jazz. Ricorda molto l’operazione Riccardo III di Richard Loncraine, ma con esiti molto più rimarchevoli, non fosse altro per una restituzione quasi integrale del testo (con la novità del personaggio di Lucius), dove quel “quasi” fa la differenza per certi passaggi fumosi, e per il profilo troppo privo di sfumature del moro Aronne. Julie Taymor, sposata al musicista Elliot Goldenthal cui affida il commento sonoro, è anche scultrice, e si vede: ha un fenomenale senso plastico della messinscena.

