Azione, Recensione

THE ROCK

TRAMA

Alcuni marines si ammutinano, rubano dei missili chimici, si arroccano nell’isola di Alcatraz e minacciano San Francisco, per protestare contro il governo che li ha dimenticati. Irrompono con commando un chimico e un’ex-spia britannica che evase da quella prigione.

RECENSIONI

All-action saporito e spettacolare, girato e montato con maestria e con il distintivo marchio produttivo di Jerry Bruckheimer e Don Simpson (morto poco dopo la fine delle riprese). Nelle decine di film d’azione del periodo, infarcite di umorismo, ammiccamenti all’attualità (qui si tirano in ballo il conflitto serbo-bosniaco e l’operazione Desert Storm), esplosioni e mezzi imponenti, si staglia per una sceneggiatura elaborata, per desueti valori cavallereschi (il cameratismo fra soldati, l’ottimo Ed Harris uomo d’onore, il gesto disperato in memoria dei compagni caduti), per le citazioni (Thomas Jefferson contro Oscar Wilde, in merito al patriottismo), le metafore (Sean Connery libera se stesso quando libera gli ostaggi) e l’insolita ferocia politica. Dal lato di ‘genere’, con l’esagitato Nicolas Cage e l’imperturbabile Connery (scozzese ed ex-007 anche nella finzione), ripresenta in modo efficace il buddy movie che Bay conosce bene (Bad Boys), con l’ironia in giusto dosaggio (il microfilm che rivelerebbe chi ha ucciso Kennedy; la gag del “rocket man” con citazione di Elton John) e tensioni accumulate all’eccesso (dramma carcerario con invasione; inseguimenti spericolati in auto; corse contro tempo e bombe; fantapolitica). Insolita anche l’assenza di marcati manicheismi, con le fazioni in lotta che presentano sottili specularità: nel momento in cui il carattere di Connery mina l’autorità di quello di Harris, l’opera segna il suo punto ‘morale’ ma sono evidenti, come lo erano in Il Fuggitivo, le similitudini in lotta, generando una peculiare sensazione di impotenza. Gli autori sfiorano anche la rivoluzione nello status quo commerciale con la scena finale del suicidio: ma le apparenze preservano giocattolo e lieto fine (e inverosimiglianze).

Spietati - Recensioni e Novità sui Film