TRAMA
Un giornalista di una rivista di gossip, scandali e orrori vari è sulle tracce di un serial killer che atterra in piccoli aeroporti e ne uccide gli astanti.
RECENSIONI
Un piccolo, solido, teso ed efficiente horror di serie B tratto da un racconto di Stephen King, quando era fissato con i vampiri: l'esordiente Mark Pavia, però, non s’adagia sui soliti cliché, evita le grossolanità, le ironie fuori luogo e, in almeno due sequenze (il "contatto", quando il bravo Miguel Ferrer tocca la tomba; l'incontro nel bagno con gli specchi), dimostra di avere anche un poco di talento. Un film intriso di cinismo che ricerca il parallelo fra il mostruoso dell'orrore e i “mostri umani", quelli che scrivono, leggono e compiono le nefandezze più macabre: il bel colpo di scena finale è, in questo senso, significativo, peccato che Pavia lo giochi un poco male, volendo dare un volto al Night Flier e all'Inferno (che ricorda solo un videoclip con zombi di Michael Jackson). Il Dracula di turno si chiama Dwight Renfield, come il servo del Principe delle Tenebre.

