TRAMA
Amori passati e da rimuovere, amori in corso e prossimi venturi in un’isola che…
RECENSIONI
Adattamento di un poema di Togore (It takes the most distance corse to come nearest to yourself/It takes the greatest climb bring us the nature’s finest beauty/We must knock at every ither door to reach our own/To reach the innermost self in the end) e vincitore della sezione, Zui Yaoyuan de juli è il racconto di tre solitudini, di tre esistenze alla ricerca di un rinnovato contatto con l’altro, contatto graduale, indiretto, che passa attraverso il suono (le registrazioni dei suoni della natura e dell’attività umana nell’isola di….), lo scritto, il dialogo telefonico: una ragazza che ha lasciato un compagno cinico ed incapace di amare; un giovane fonico abbandonato; un uomo di mezza età anche lui disperatamente alla ricerca di piaceri ed incontri che possano aiutarlo ad elaborare una perdita, a rimarginare una ferita ancora aperta. Su campi lunghissimi ad accentuare l’isolamento esistenziale dei protagonsti, su un tappeto sonoro fatto di rumori d’ambiente e di sospiri, s’intaglia un pezzo di cinema di straziante umanità e verità: il lungo racconto/confessione all’amico di un giorno della fine della sua storia d’amore, che si conclude con un gesto d’amore, una carezza, che sancisce l’avvicinamento, il mutuo riconoscimento dei due uomini. Qualche ingenuità e forzatura (la passeggiata da sub lungo la costa) non compromettono la buona riuscita dell’esordio.
