TRAMA
Il Mandaloriano viene incaricato dal colonnello Ward di catturare il signore della guerra imperiale Coin. Gli unici ad avere informazioni su di lui sono i Gemelli Hutt, fratelli di Jabba, che sono disposti a scambiare le informazioni con la liberazione di loro nipote Rotta, figlio dello stesso Jabba.
RECENSIONI
Dal salto del mandaloriano nel nobile iperspazio cinematografico ci si aspettava uno scarto di livello: approfondimento dei personaggi, retroscena inediti, stuzzicanti presupposti per futuri sviluppi. Non è successo niente di tutto questo. The Mandalorian and Grogu potrebbe essere descritto come una successione di tre episodi della serie, uno singolo/autoconclusivo (la prima missione), l’altro bipartito (il salvataggio di Rotta The Hutt). Tutto molto semplice, lineare. Ma forse sarebbe meglio dire “innocuo”: la sensazione è che il film sia stato concepito e realizzato in preda alla paura di rischiare (e dunque di sbagliare), giocando su un sicuro che diventa semplice piattume. Il risultato è un asettico mashup di quello che una volta si chiamava fan service e di sovraesposta carineria. Ci sono gli AT-AT nel ghiaccio Hoth-iano, ci sono gli Hutt, c’è la botola Rancor-osa, c’è un Grogu che sembra uscito da un Disney Store e ci sono gli Anzellani in versione Muppet Show (ma assai meno irriverenti). Ci si può accontentare sorridendo ogni tanto di fronte a qualche trovata buffa tendente al cringe (un Hutt tonico e palestrato non s’era mai visto), godersi qualche riferimento starwars-iano appena meno ovvio del solito (l’ologramma del piccolo Rotta è la versione live action di quello visto in The Clone Wars) ma ci si può anche legittimamente annoiare e spazientire, di fronte a un prodotto confezionato con dignitoso mestiere ma debole, stanco, anonimo e anche, apparentemente, poco sentito e appassionato.

