Recensione, Thriller

TERRORE SUL MAR NERO

Titolo OriginaleJourney into Fear
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1943
Genere
Durata71’

TRAMA

Tentano di uccidere un rappresentante d’armi statunitense in Turchia. Il capo della polizia segreta locale lo protegge imbarcandolo su una nave, ma gli agenti nazisti lo scovano.

RECENSIONI

Wellesiano sino all'osso (fa capolino anche un illusionista), nonostante il nome del regista compaia a malapena in coda agli interpreti nei titoli di testa: in realtà lo girò in gran parte, lo progettò assieme al suo attore feticcio Joseph Cotten e lo produsse a partire da un romanzo del grande Eric Ambler. Norman Foster, che aveva già diretto per Orson Welles un episodio di It’s All True (My friend Bonito, nel 1941), venne chiamato dalla produzione (che infine tagliò circa undici minuti) a terminare le riprese. Welles aggiunge alla sua galleria di interpretazioni un’altra maschera fortemente caratterizzata, quella del colonnello turco Haki ma, soprattutto, compone un thriller affatto convenzionale, colmo dei suoi stilemi e di innovazioni nel genere (Il Terzo Uomo, ad esempio, nasce da qui). Memorabile la sequenza d'apertura, in cui il grasso e inquietante killer ascolta un vinile che si incanta sul solco: Welles rappresentava così il “male”, con le deformazioni espressionistiche e le deformazioni fisiche. Anche nella caratterizzazione fra il buffo e il cinico, ma sempre emblematica, di tutti i personaggi c’è il suo tocco: dal protagonista, simbolo dell’americano medio ingenuo e stupido se non ridicolo (è intento, per tutto il film, a scrivere una lettera di scuse e giustificazioni alla moglie per l’incontro con un’altra donna), al socialista chiacchierone, dal capitano burlone alla incolpevole “tentatrice” che mina il matrimonio. Il prodotto finito non raccoglie tutto il seminato (ad esempio, le scene sulla nave hanno una cura, con quelle ombre minacciose che spiano il protagonista, che non si rinviene altrove) e si avvia verso una parte finale più sbrigativa (nonostante Welles ottenesse dalla RKO di poterla rigirare rispetto alla prima versione ancor più monca) ma dotata di un'altra potente sequenza thriller, quella del cornicione sotto la pioggia.

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