TRAMA
Reduci dalle superiori: David, promessa del basket e tipo vincente, finisce per fare il poliziotto frustrato; Danny fugge in Arizona, sposa una scoppiata e non se la passa bene.
RECENSIONI

La terra promessa è il Sogno Americano, la nota "way of life" che fa sperare allo sconosciuto di avere successo. Il film di Michael Hoffman, tratto da una storia vera, racconta in parallelo il vissuto di due giovani frustrati nelle aspettative, incapaci di affrontare una realtà in cui devono ammettere a se stessi, oltre che agli altri, di non avercela fatta. Danny (Kiefer Sutherland), timido e impacciato, non ha un rapporto disteso con la figura paterna proprio perché quest’ultimo vive fra le nuvole di questa terra promessa perduta, che la macchina da presa vuole restituire figurativamente fra bellissime location ad Asheville, in volo aereo su di un'auto cadente persa nel paesaggio ghiacciato o riprendendo la statua di un angelo con l'ala spezzata (controcanto dei cori angelici di James Newton Howard). Passo lasco ed intenso per un'amara parabola allegorica (anche sarcastica sull’America di Reagan), materia ideale per il produttore Robert Redford, innamorato dei racconti intimi che si trasformano in profonde e critiche riflessioni sulle difficoltà di relazione in seno alla famiglia e sulla cultura e società statunitensi. Fra vincenti e perdenti, simili e contrari, si muovono anche due figure femminili antitetiche, con ruolo insolito per Meg Ryan (drogata e folle, bisognosa d’affetti e approvazione): Hoffman ne restituisce una fotostatica simbolica bellissima, quando la ritrae intenta a fare l'amore, colpita dai riflessi fucsia dell'interno della macchina, vestita da nozze ma con una spalla nuda che svela i tatuaggi sulla schiena. Sposa e "prostituta", due volti della stessa realtà: è dalla sua bocca che uscirà la fatidica frase, prima della tragedia, "questa è la vita". Pur venato di dettagli poco credibili (gli operai che esultano dopo essere stati quasi investiti; Sutherland che chiede a Ryan dove abbia preso una pistola che ha appena usato; la reazione indifferente della madre alla visione della figlia ubriaca al matrimonio), è un film commovente che apre squarci sull’essere umano.

