Drammatico

STOCKHOLM EAST

Titolo OriginaleStockholm Östra
NazioneSvezia
Anno Produzione2011
Durata95'

TRAMA

Come elaborare un lutto innamorandosi del responsabile della morte della figlia…

RECENSIONI

Le figure che popolano il quartiere est di Stoccolma odorano di sceneggiato televisivo di media fattura: granitiche, unidimensionali, strette tra tensioni ed emozioni telefonate e tratteggiate attingendo ad un manuale di psicopatologia più che consueto. Il tema forte, già annacquato di recente da John Cameron Mitchell (Rabbit Hole), della perdita e dell'elaborazione del lutto (qui, la figlia della protagonista) è ridotto ad aneddoto e mai affrontato di petto. Lo spettatore tende ad elaborarlo prima ancora della protagonista, e questo distacco, che conduce dritto all’indifferenza per le sorti della donna, la dice lunga sulla scarsa abilità di Simon Kaijser da Silva, qui al suo primo lungometraggio, nel gestire i saperi e dolori. Patinato e appesantito da un accompagnamento musicale ridondante, Stockolm Ostra è stilisticamente affine all'estetica televisiva: primi o primissimi piani, totale assenza di messa in scena su scale più larghe, un montaggio incoerente ed effettistico, capace di inanellare flou e ralenti totalmente ingiustificati nell'arco di due minuti, per poi rinnovare il dispositivo ogni qualvolta la situazione (critica) lo richieda: flashback di momenti topici (l'incidente), agnizioni inverosimilmente tardive annunciate con sotterfugi visivi da soap opera americana riveduta e corretta in chiave Arty.

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