Fantascienza, Recensione

STAR TREK III – ALLA RICERCA DI SPOCK

Titolo OriginaleStar Trek III: the search for Spock
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1984
Durata106’

TRAMA

Dopo la morte di Spock, il capitano Kirk e il suo equipaggio rubano l’Enterprise per tornare su Genesis e recuperare l’essenza spirituale del vulcaniano.

RECENSIONI

Raro, benvenuto caso in cui la fantascienza si tinge di afflati mistici: la saga cinematografica di Star Trek, al terzo capitolo, prova a osare, rispettando da un lato le peculiarità della serie televisiva (avventure e pericoli avvincenti) e la filosofia di Gene Roddenberry (principi ottimistici e tolleranti tanto condivisi da essere spesso espressi con troppa enfasi), dall’altro acquistando una propria impronta digitale, non solo dovuta alle nuove meraviglie tecniche che un budget meno risicato può permettersi (gli ottimi effetti speciali della ILM di George Lucas), ma anche a un’impostazione che pensa più “in grande”, in virtù del maggior respiro offerto dal lungometraggio. L’opera è tutta percorsa da una vena soprannaturale appassionante nel suo mistero, che apre ulteriori porte alla fantasia, trascendendo la mera fantascienza. È curioso che a dirigerla sia Spock-Nimoy: nella finzione, l’Enterprise cerca Spock e la sua essenza pervade tutto il film senza che il personaggio sia mostrato; sul set Nimoy dirige (molto bene) gli attori, come il suo alter ego Spock fa, in modo sovrumano, nella trama, portando i personaggi alla scoperta di sé. Ottima prova da klingon di Christopher Lloyd, da antologia (non solo nella serie) lo scontro tattico e psicologico fra lui e il capitano Kirk.

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