TRAMA
Un cowboy, che vaga solitario fra le città moderne, si fa arrestare appositamente per aiutare ad evadere di prigione un amico che, però, è cambiato: pensa alla famiglia e vuole rigare dritto. Fugge da solo ed è ricercato.
RECENSIONI
Opera che appartiene, più che al diligente David Miller, allo sceneggiatore Dalton Trumbo: basterebbe metterla in relazione all’unica, splendida regia da lui regalata alla Settima Arte, E Johnny Prese il Fucile (1971), e a tutta una filmografia critica del Sistema, pre e post-incriminazione dell’artista per attività antiamericane. Questa figura di uomo solitario, libero e selvaggio, in antitesi al Nuovo Corso Storico, è romantica e propedeutica alla polemica. Con qualche pizzico di ironia, molto cinismo e la manforte delle beffe del Destino, il quadro diventa emblematico e di insolito spessore riflessivo per una pellicola sfornata da Hollywood. Grandissimo Kirk Douglas. Un’opera ingiustamente sottovalutata e dimenticata, carente solo nel montaggio poco fluido.

