SMALL GODS

Anno Produzione2007

TRAMA

Elena è accusata di omicidio e il suo avvocato le fa domande per chiarire la dinamiche dei fatti. Elena parla del suo incidente d’auto e della perdita del suo bambino. Di come abbia lasciato l’ospedale perché rapita da un misterioso sconosciuto.

RECENSIONI

Sembra che la costante dell’edizione 2007 del Festival di Venezia sia stata quella delle identità scisse o multiple: ne abbiamo riscontrate nel film di To (lì le si chiama demoni), di Haynes, di Franchi (forse) e lo stesso discorso si ripropone per questo Small gods che, nella sua sequela di incontri on the road, adombra nel finale (secondo il noto andante che niente è come sembra) che i misteriosi compagni di viaggio della protagonista in fuga fossero solo delle sue proiezioni mentali; è Elena una vittima? Un’assassina? Tutto è possibile, niente è provabile con certezza. Nella forma del percorso a tappe, in cui si inseriscono riflessioni religiose, esistenziali, analisi del passato, sulla famiglia e sui relativi sensi di colpa ad essa legati, l’Elegia di Elena (questo il sottotitolo) si rivela campionario di tutto il ciarpame che fa “cinema d’autore” e che risulta solo vuoto confondere le acque; la costruzione dell’immagine, che gioca con paesaggi ed elementi naturali, non è disprezzabile in sé ma la ricerca cosciente del basso profilo è decisamente studiata e troppo cervellotica per convincere: non ci impressiona dunque l’uso strategico della musica (Mark Lanegan, tra gli altri), né certi squarci artefatti ripresi con fuoco cangiante (la fotografia è del fratello del regista, i due operano da sempre insieme), men che meno certo poeticismo costante mescolato con filosofismi (è tutta una grossa metafora, siete avvertiti) e provocazioni in saldo.

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