TRAMA
Vincenzo, napoletano disoccupato, abita in famiglia con un fratello che invidia perché ha avuto successo come comico. Conosce una ragazza ma deve gestire continuamente un amico depresso e assillante perché lasciato dalla fidanzata.
RECENSIONI
Dopo l’enorme successo di Ricomincio da Tre, Troisi si scusa fin dal titolo per i due anni passati a partorire un seguito. L’autore napoletano si conferma alfiere di una nuova comicità partenopea, lontana anni luce da quella tradizionale imperniata su tipi truffaldini: se l’opera non convince come la precedente, è perché si esaurisce tutta nella sua maschera, oltre la quale la commedia sentimentale e melodrammatica è oltremodo esile. Vincenzo fa da motore con il troisiano impaccio, dialetto biascicato, mimica timida e borbottante: l’impalcatura che sorregge si gioca in pochi interni, tanti dialoghi, pochi avvenimenti di peso. A specchio del protagonista, l’opera è a tratti spossante, a tratti simpaticissima, a tratti inerme, a tratti irresistibile e il duetto con il compagno di cabaret Lello Arena (prova eccellente anche la sua) fa scintille.

