TRAMA
Tre giovani coppie più o meno in crisi, colte nell’arco di una giornata (dal mattino di sabato all’alba di domenica).
RECENSIONI
Il gioco delle parti
Ovvero, lo straniamento ai tempi dell’indifferenza. Un vaudeville brillante nella forma quanto amaro nella sostanza, geometrico e ossessivo, scandito da numerosi incidenti automobilistici, sempre risolti in bolle di sapone: quasi un “Crash” depurato dalla tragedia e dal sangue, come se ogni trascendenza, persino quella che passa attraverso il dolore e la mutilazione, fosse negata alla piccola umanità in crisi d’inizio millennio.
Un’ora e dieci di piccole discussioni monotone e circolari, chiacchiere casuali, eventi replicati ed impassibilità: detto così sembra un mattone in testa (o in altre parti del corpo), ma l’ironia straniata dei dialoghi (più vicina a Ionesco che a Beckett) e la discreta prova del cast conferiscono una marcia in più a questo esercizio di stile elegantissimo, calcolato al micron, anche troppo perfett(in)o nel suo ricalco da Cassavetes. Piccola curiosità metalinguistica: uno degli attori si chiama Gastòn Pauls, proprio come il personaggio che interpreta, vale a dire… un noto attore!

Tutte le strade portano al vuoto
In un sabato pomeriggio argentino tre coppie si sfiorano, separano e confondono tra loro, per poi ricomporsi il mattino successivo verso un futuro incerto. E sembra proprio essere la mancanza di sicurezze e la quasi impossibilità di comunicare il filo conduttore di questo puzzle umano in via di provvisoria disgregazione. La narrazione circolare è suddivisa in lunghi piani sequenza scanditi da dialoghi volutamente banali, ricchi soprattutto di intercalari. Sia le domande che le risposte che i protagonisti si scambiano, vengono spesso ripetuti per tre o quattro volte per poi cadere, il più delle volte, nell'oblio.
Se l'idea, anche come riflesso dello smarrimento sociale e politico di un paese, ha un suo valore, perde però presto di efficacia nel suo continuo ripetersi che fa assumere ai settanta minuti di proiezione la consistenza di ore.
