Horror, Recensione

RINGU 2

NazioneGiappone
Anno Produzione1999
Genere
Durata95’

TRAMA

Mai indaga sulla VHS assassina insieme a un reporter ed è tallonata da un poliziotto. Ritrova Yoichi, il figlio del professore, e scopre che ha incamerato la rabbia e i poteri di Sadako.

RECENSIONI

Rispetto al primo capitolo, entra subito nel vivo degli eventi/spaventi, con meno attesa: da un lato triplica gli agenti di indagine sulla videocassetta maledetta (al giornalismo si affiancano la polizia e la scienza che studia il fenomeno sotto forma di energia psichica), dall’altro ripercorre, con nuove rivelazioni, gli eventi già occorsi per non abbandonare Sadako (protagonista degli spaventi più genuini: quando, alla Shocker, fuoriesce dalla TV e fa urlare tutti i malati della clinica; quando le sue mani compaiono sul balcone della protagonista; quando fa capolino con la madre allo specchio) mentre introduce un nuovo “problem child”. Non si sa quanto sia voluto, ma tutti i protagonisti sono particolarmente stupidi e insopportabili: soprattutto Mai che, impaurita, non soccorre chi ha bisogno e non condivide le informazioni con chi potrebbe aiutarla. In questo atto secondo, ovviamente meno sorprendente del primo, l’allegoria della riproduzione acquista nuovi significati: la paura è profeticamente autoavverantesi, i rituali ottengono energia ed efficacia nel momento in cui qualcuno li mette in atto. Buon finale nel luogo-piscina dove tutto diventa metafora.

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