TRAMA
Tony, appena uscito di galera, ha un po’ di conti da regolare: con l’amata Mado che, forse, l’ha tradito e ora è fidanzata con il gangster Pierre, e con l’ambiente della malavita in cui ha perso una posizione di rispetto. Per questo, organizza un colpo “impossibile”: svaligiare la cassaforte di una gioielleria.
RECENSIONI
Tratto, con la collaborazione del suo autore Auguste Le Breton, dall’omonimo romanzo “Série noire”, è un caposaldo del genere “colpo grosso” con furto ingegnoso (heist movie) e un capolavoro del cinema noir francese, già segnato per sempre (nel segno del realismo e del nichilismo) dal suo precedente La Città Nuda (ma qui pare più rifarsi a Giungla d’Asfalto di John Huston). Passa alla storia la sequenza della rapina senza audio (talmente minuziosa nella descrizione da essere stata imitata in seguito da veri rapinatori) ma soprattutto potente nella sua disperazione umanistica, accresciuta dalla scelta estetica di una Parigi sempre notturna o, comunque, immersa nel buio: segno, anche, dell’amarezza profonda di un autore (che interpreta il ruolo di Cesare con lo pseudonimo di Perlo Vita) in fuga dalla caccia alle streghe maccartista in America. Rififi, nel gergo malavitoso, significa “problema”.

