TRAMA
Joey è un ex-militare delle forze speciali in fuga dalla corte marziale. Senzatetto e alcolizzato a Londra, s’installa nella casa di un ricco fotografo: guadagna bene come gorilla di un boss cinese e passa i soldi alla suora che lo rifocillava nella missione. Ma uccidono una sua amica e cerca vendetta.
RECENSIONI
Esordio registico dello sceneggiatore Steven Knight (produttore esecutivo: Joe Wright), abile tessitore di trame di genere in forme inedite e con temi che vanno oltre al rappresentato stretto (vedere La Promessa dell’Assassino e, soprattutto, Piccoli Affari Sporchi). La Londra sotterranea, magnificamente fotografata da Chris Menges, nelle cui fauci Joey finisce per gettare il “mostro della City”, è il teatro di vicende da film criminale in odore di redenzione (religiosa) alla Paul Schrader (nel finale, la suora abbraccia il gangster come una “Pietà”). Ma la particolarità dell’opera di Knight sta nella scrittura a puzzle, dove i pezzi mancano fino all’ultimo per ricostruire le identità del sottotitolo italiano e dove il destino (o Dio, dipende) ci mette lo zampino, incrociando i percorsi di una suora e un militare che, per un’Estate, appendono alla gruccia la propria divisa, vivono un momento di follia (da “civile” in tutto e per tutto la suora, da sobrio e vendicatore il militare) e s’influenzano l’una con l’altro. Nel passato, traumi, colpe, eventi simili. Intorno, il male del mondo che cercano di arginare, nel loro piccolo. Ottima prova recitativa, a sorpresa, per Jason Statham: sa impersonare anche qualcun altro, oltre il se stesso cinematografico.

