TRAMA
Uno studente universitario dà un passaggio a una prostituta inseguita dal padre che la vuole uccidere. La ragazza lo manipola e sottomette.
RECENSIONI
Sesso e violenza, coordinate obbligatorie per il mercato dell'home video americano che si rivolge principalmente agli adolescenti. Senza esagerare in ciò che si mostra, pena la censura: questo seguito (l'originale, sempre diretto da David Blyth, aveva per protagonista una vampira) non lesina, comunque, in sequenze forti e perverse nell’allusione (la scena in cui la prostituta fa mimare una fellatio con la pistola al malcapitato; quella al cinema, in cui la fellatio c’è, non mostrata, e il regista indugia nel mostrare i bambini presenti), trasportando al cinema la pratica e il campionario sadomaso del "master and servant", con un'icona perfetta come la provocante, eccitante bad girl Kari Salin. L'attrice interpreta un personaggio abbastanza curioso, un mix fra la pericolosa Melanie Griffith di Qualcosa di Travolgente e il Rutger Hauer lucidamente psicopatico di The Hitcher: domina letteralmente lo sfortunato co-protagonista e incita gli impacciati a prendere il controllo ribellandosi, perché tutti i genitori “violentano” la propria prole, fisicamente o psicologicamente. Un messaggio diseducativo solo parzialmente ammorbidito dal fatto di renderla la villain del racconto. Dominatrix pussy power. In una discreta tenuta generale, la direzione mantiene accenti grossolani ed effettistici, disconosce le psicologie (almeno fino a quando non associa la sua devianza all’incesto subito) e svirgola solo in una scena completamente gratuita e incoerente (quella della passerella nel negozio sadomaso, in cui il protagonista si fa fare di tutto, piercing compreso, ma niente testimonia il modo in cui sia diventato così succube).

