TRAMA
Seconda Guerra Mondiale: arrestati per omicidio, furto o diserzione, alcuni soldati americani riescono a fuggire dopo un attacco tedesco e si dirigono verso la Svizzera.
RECENSIONI
Dagli apprezzamenti di nicchia, questa exploitation bellica nostrana s’è guadagnata lo status di cult (anche) dopo le lodi sperticate di Tarantino (negli Stati Uniti uscì con il titolo Unglorious Bastards, da cui il suo Bastardi Senza Gloria). Castellari, in realtà, non lo annovera fra le migliori cose realizzate, non amava il soggetto e si trovò in difficoltà a girarlo, a causa di una nuova legge antiterrorismo che limitava molto l’uso di armi da fuoco sui set. La sceneggiatura è un ovvio tentativo di sfruttare il filone Quella Sporca Dozzina e va lodata per il modo in cui riesce, in un’ora e mezza, a inventare una serie di pericoli senza sosta, nel momento in cui le psicologie sono bandite (ci sono solo la macchietta dell’italoamericano ladro e arrangia-tutto e i battibecchi fra il razzista e il nero). Nonostante qualche buona invenzione, però, il tutto si riduce a un’esibizione di cascatori dietro l’altra, a esplosioni e sparatorie infinite, per altro fumettistiche, ovvero con gli (anti)eroi che fanno cose che funzionerebbero solo in un fumetto superomistico o nei giochi fra bambini. Si chiude con una deflagrazione di modellini approntati da Antonio Margheriti e con il tema, che sarà piaciuto a Tarantino, dei bastardi che fanno gli eroi, premiando però il più bastardo di tutti (voluto o involontario?).

