Horror, Recensione

Q – IL SERPENTE ALATO

Titolo OriginaleQ
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1982
Genere
Durata93’

TRAMA

Un serpente alato vive nascosto nel Chrysler Building di New York. Nel frattempo, due detective della polizia indagano su una serie di omicidi rituali, perpetrati da una setta che adora le divinità azteche.

RECENSIONI

Appena licenziato come regista dal set di Io, la Giuria (affidato a Richard T. Heffron) che aveva sceneggiato, Larry Cohen scrive, produce e dirige un fantasy-horror anomalo, semplicistico e inverosimile nelle maglie permissive del B-movie, per molti poi diventato di culto. Al solito mostra tutta la sua simpatia per i mostri (ovvero Q, che sta per Quetzalcòatl, divinità azteca) e unisce all’orrore (con scene raccapriccianti degne di nota) anche la traccia poliziesca, praticamente i due generi per cui il suo talento è riconosciuto nel mondo cinematografico: in realtà, la divinità azteca sembra un richiamo per le allodole, nel momento in cui l’autore pare più interessato all’incontro/scontro fra il poliziotto di David Carradine (che, poco avvezzo a questo genere di film, accettò l’ingaggio per amicizia con un regista con cui era stato nell’esercito) e Michael Moriarty, la cui prova recitativa è strepitosa nei panni di un criminale tossicodipendente al posto sbagliato nel momento sbagliato. Altri ingredienti degni di menzione sono l’umorismo nero, il poster originale disegnato da Boris Vallejo e la tecnica démodé della stop-motion (claymation, in realtà) utilizzata da Randall William Cook e David Allen per animare il serpente alato.

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