Commedia, Poliziesco, Recensione

PIEDONE A HONG KONG

TRAMA

Ingiustamente accusato di aver ucciso un boss della droga di Napoli, il commissario Rizzo capisce che c’è una talpa nella polizia al soldo dei trafficanti e s’imbarca per Hong Kong per smascherarlo.

RECENSIONI

Seguito di Piedone lo Sbirro che preferisce variare l’ambientazione, meglio se esotica (con sosta anche in Thailandia) e applicare lo stesso stampo (il racconto) ma con modifiche di tono che fanno la differenza (oltre al fatto che Bud Spencer, questa volta, recita con la propria voce): più commedia, meno poliziesco, meno durezze di genere, più cinema per famiglie (dichiarato sin dalla locandina con bambino, l’esordiente Day Golo). Sul nervo del poliziesco all’americana anni settanta, cioè, s’innesta il gigante implacabile e dal cuore buono: la differenza che salta più all’occhio, infatti, è che se nelle pellicole ‘disturbanti’ con Clint Eastwood Callaghan viene indiziato o allontanato dalla polizia, il “crimine” lo ha commesso davvero. L’esotico chiama anche la cinematografia: c’è la nota interprete orientale Nancy Sit (nei panni di Makiko/Canna di bambù) e i cascatori di Hong Kong sono gli stessi utilizzati nei film di arti marziali che da poco avevano conquistato l’Occidente. Le proverbiali scazzottate di Bud Spencer, quindi, sono condite con kung-fu e boxe thailandese. A seguire: Piedone l'Africano.

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