TRAMA
Philadelphia: il quartiere di Little Italy vive nel terrore fra papponi, spacciatori e rapinatori che dettano legge nel parco. Il salumiere John D’Angelo, dopo che la moglie e la madre hanno subito violenza, organizza amici e connazionali in una pattuglia di vigilanza, osteggiato dal consigliere comunale che ha paura John sia solo un candidato alle elezioni.
RECENSIONI
Una produzione Dino de Laurentis colma di italianità (impera “Funiculì funiculà”), che parte non dissimile dai tanti Il Giustiziere della Notte ma se ne discosta con una sceneggiatura (c’è di mezzo il David Zelag Goodman di Cane di Paglia) che offre espedienti narrativi curiosi e intriganti cambi di rotta del plot per presentare altri punti di vista (l’orgoglio nero, contro il razzismo latente, del personaggio di Yaphet Kotto; la corruzione politica; la giustizia fai-da-te che prima o poi ti mangia l’anima): l’eroe capriano di turno alla fine si allea anche con la Mafia contro le Istituzioni corrotte. Lewis Teague (scuola Roger Corman) gira col fiato corto, non cavalca al meglio il pathos di rabbia ma, d’altro canto, è spedito ed efficiente.

