TRAMA
Un procuratore distrettuale e un avvocato difensore indagano sulla truffa perpetuata alla figlia di un noto pittore, ucciso nel 1968 durante un incendio in cui tutte le sue opere bruciarono.
RECENSIONI
Buon cast e budget (ottimi gli effetti speciali con il fuoco) e uno script solido fatta eccezione per la parte finale, dove perde qualche lume di verosimiglianza: la sceneggiatura di Jim Cash e Jack Epps Jr. era un buddy movie pensato per Dustin Hoffman e Bill Murray, ed è stata riscritta da Tom Mankiewicz una volta subentrato Robert Redford, in cerca di una commedia romantica nello stile di Spencer Tracy e Katharine Hepburn. L’opera è accattivante nel bene e nel male, vale a dire con espedienti tanto ammiccanti quanto efficaci: a mancare è una direzione registica degna di questo nome, capace di scavare per dare più spessore, di avere una visione d’insieme per una maggiore armonia, di un’idea di cinema che dia un’anima non anonima all’opera. Ma Ivan Reitman non è mai stato raffinato: da specialista di commedie quale è, preferisce sempre l’umorismo (fino a voler che Robert Redford re-insceni il numero di “Singin’ in the rain”) ma, tutto sommato, riesce ad amalgamarlo bene con i toni del dramma (giudiziario e non), del poliziesco, del film sentimentale. Rod Stewart interpreta per il film la canzone “Love Touch”.

