Horror, Recensione

PERFECT CREATURE

NazioneNuova Zelanda
Anno Produzione2006
Genere
Durata88’

TRAMA

In un mondo parallelo, i vampiri sono il risultato di un esperimento genetico di trecento anni prima e proteggono gli uomini, di cui costituiscono la Chiesa. Ma un loro mutante, Edgar, sfugge al controllo e inizia a uccidere gli umani. Il compito di catturarlo tocca a suo fratello e a una poliziotta.

RECENSIONI

Premesse intriganti: Glenn Standring (L’inconfutabile Verità Sui Demoni), con una professionalità e un budget che non hanno nulla da invidiare ai prodotti hollywoodiani, crea l’ennesima variante vampiresca, ma con un approccio elegante, perfino ponderoso, e un sottotesto allegorico con molti riferimenti all’attualità. I vampiri sono i preti di una Chiesa connivente con le autorità istituzionali negli insabbiamenti di malefatte che potrebbero destabilizzare l’equilibrio con l’opinione pubblica: i vertici ecclesiastici sono ipocriti nel momento in cui condannano la ricerca genetica e la perseguono per avere nuovi “figli”. La regia cura molto il dettaglio, s’inventa un’ambientazione protoindustriale in cui possono sbizzarrirsi gli scenografi (mentre gli effetti speciali fanno solcare i cieli plumbei e malati da dirigibili), sa quando “fermare” il racconto per aggiungere pathos (il dolore della poliziotta per la perdita della figlia), ma dimentica infine di aderire a quello che resta un film di genere, di dare (anche) al tutto ritmo e nerbo. Una volta stese le proprie trame, infatti, la pellicola si riduce a mero e poco interessante poliziesco, con la vittima/esca e il cattivo da fermare: Standring non sa o non vuole compensare, quindi, un plot che smette la propria elaborazione con l’entrata in campo dell’azione. Peccato.

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