TRAMA
Ex-alcolista ed ex-poliziotto, salva una bimba salvadoregna da un incidente aereo e, una volta scoperto che c’è stato un attentato, vuole trovare i mandanti.
RECENSIONI
La notevole serie Tv noir Fallen angels, prodotta da Sydney Pollack, ha ispirato i suoi registi: Steven Soderbergh s’è dato a Torbide Ossessioni, Phil Joanou ripesca lo sceneggiatore (Scott Frank) di un episodio da lui diretto (Dead End for Delia, nettamente superiore) per adattare un romanzo di James Lee Burke con devastante impronta della donna fatale. La partenza è promettente ma presto ci si accorge che manca il perno da cui muovere: un compiuto disegno di un protagonista che agisca secondo (una qualsiasi) logica. Di punto in bianco scatta e s’incaponisce nelle indagini: se il poliziotto non gli avesse messo la pulce nell’orecchio non si sarebbe neanche accorto del complotto. Asserisce di voler difendere la propria famiglia e la mette continuamente in pericolo (immancabile arriva la tragedia e, di conseguenza, non c’è alcuna empatia da parte dello spettatore). Bastava poco, magari cucirgli addosso una figura tormentata, definire il suo stato da vittima di una dipendenza ancora più forte dell’alcol, la sindrome del bravo poliziotto o del macho in cerca di vendetta. Alcuni sentori di questo “senso” fanno capolino nella sceneggiatura ma sono troppo esigui per rendere il tutto più credibile. Non resta che godere dello sviluppo concentrato sulla tensione creata da minacce, pestaggi e rincorse, con lo scenario ideale delle stagnanti paludi della Louisiana (ma il film non è per niente torbido). In questo senso, la sequenza migliore è quella dell'inseguimento fra balconi, tetti e tram.

