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TRAMA
Città del Messico. Tra le 21:17 e le 22:50 la vita di Lolo e di una banda di mafiosi sarà sconvolta. Lo scambio fatale di un cd rom sarà l’inizio di un’inarrestabile spirale di omicidi.
RECENSIONI
Fantasia pulp per Hugo Rodriguez, produttore al suo debutto nel lungometraggio. NICOTINA, che data 2003 e che ha fatto strage di premi in patria, narra in tempo reale le rocambolesche avventure di un gruppo di malviventi che per un errore dell’hacker Lolo troveranno tutti, tranne quest’ultimo che l’intero bailamme provocò, una morte violenta. Il regista abusa di soluzioni stilose - i fulminei zoom, le messe a fuoco in riquadro, split screen a manetta non sono sempre funzionali - ma riesce a dare comunque un buon ritmo a un film che, muovendosi sul filo del grottesco, collega in maniera non priva di arguzia le diverse situazioni, facendosi perdonare certi almodovarismi e il ricorso ad alcuni stereotipi che hanno infestato tanto cinema post tarantiniano. Certo quello del fumo sembra un tema un po’ appiccicato - il teorema essendo che ne uccide più la fatalità che il tabacco - ma alcune scene si fanno ricordare: la moglie del barbiere che scuoia il mafioso russo per cercare nella sua pancia i diamanti ha, nel suo eccesso studiato e divertito, momenti di verità rabbrividente.
