TRAMA
Stato Pontificio, 1825: i carbonari tentano in tutti i modi di svegliare le coscienze del popolo contro il potere temporale della Chiesa. Un anonimo, che si cela dietro lo pseudonimo di Pasquino, firma feroci satire contro di essa.
RECENSIONI
L’opera più riuscita di Luigi Magni, che alla Roma papalina in costume tornerà spesso (anche perché incassò una fortuna alla sua uscita: 3 miliardi e 218 milioni), creando un sottogenere. La fonte di ispirazione è il Rugantino di Garinei e Giovannini, alla cui rappresentazione teatrale del 1962 Magni collaborò come sceneggiatore e di cui Nino Manfredi era protagonista: l’attore, infatti, spesso troppo sopra le righe, qui funziona a meraviglia. Riuscito il connubio fra commedia, rievocazione storica (si rifà a fatti accaduti) e impegno civile-politico contro i potenti e i pre-potenti, meno il finale patetico. Gustose comparsate del frate di Alberto Sordi e del cardinale di Ugo Tognazzi.

