TRAMA
Deluso da un amore finito, Norman vorrebbe uccidersi, ma non ha mai il coraggio di farlo. Allora si raduna con altri aspiranti suicidi in un cottage in una foresta, per un suicidio collettivo. Ma quando arriva, gli altri partecipanti si rivelano essere in realtà una gang di sadici assassini, maniaci senza scrupoli, che cercano una vittima sacrificale da torturare e massacrare. Inizia allora una lotta comica e macabra contro la morte…
RECENSIONI
Questione di tempi che non funzionano
Il giovane Andreas Schaap (classe 1980) si è diplomato alla University of Film and Television Studies "Konrad Wolf" di Potsdam-Babelsberg proprio con questo film, tentando di unire due generi all'apparenza inconciliabili come il torture-porno" e la commedia romantica. Collante tra i due opposti è il protagonista Norman, fan di una serie televisiva di fantascienza (che fa il verso a Star Trek), deluso dagli affetti e dalle scelte di vita poco soddisfacenti. La parte comica lo
vede impacciato, ingenuo e molto nerd nell'incapacità di cogliere al volo le occasioni che gli capitano. Quella horror lo vuole invece aspirante suicida in balia di due loschi figuri che si spacciano come "risolutori" (garantiscono l'efficacia del suicidio) mentre si rivelano invece sadici omicidi. A non funzionare non è tanto l'accostamento, comunque piuttosto ardito, tra sangue, morbosità, carinerie e risate, ma proprio l'impostazione del racconto e la gestione della messa in scena. Le sequenze comiche necessitano di una ritmata e attenta gestione dei tempi. Arrivare in anticipo o troppo tardi equivale a non far decollare il risultato. Ed è quello che non riesce a evitare Schaap, a causa di personaggi che giungono alle battute senza le necessarie premesse narrative, sfumando in un nulla di fatto le potenzialità comiche. Nonostante la simpatia dell’atmosfera, quindi, non si ride quasi mai e si sorride a singhiozzo. Meglio il lato malsano, con qualche sequenza di effettiva tensione nel momento in cui per il protagonista pare non esserci più scampo e comincia un cinico gioco al massacro che saccheggia a man bassa l'immaginario recentemente colonizzato dalla saga di Saw e dai due Hostel. L'insieme, però, anche perché prolungato oltremodo, finisce per non convincere appieno, lasciandosi apprezzare più per l'idea alla base del soggetto che per la effettiva realizzazione.
