TRAMA
Stanlio e Ollio vengono arrestati per commercio di birra e rinchiusi in un carcere. Qui attirano le ire di tutti per alcune pernacchie involontarie che Stanlio produce con un dente traballante.
RECENSIONI
È il primo lungometraggio (anche se in Italia continua a circolare una versione ridotta a 56’) dell’amatissimo duo di Hal Roach (loro produttore), che ha saputo porre in sinergia le gag ‘fisiche’ alla Mack Sennett con l’umanità e la tenerezza di Charlot, e sfruttare al meglio la comicità del contrasto, a partire dalla fisicità (grasso/smilzo, con Ollio che fa più da spalla). Ma i due personaggi hanno anche un punto d’incontro nell’essere adorabilmente cretini, sorta di caricatura di moglie (Stanlio) e marito (Ollio), di atteggiamenti effeminati (Stanlio) posti di fronte al tatto elefantiaco (Ollio) attribuito al maschio. Il soggetto è la parodia (messa in cantiere per sfruttarne le scenografie ancora in piedi) di un celebre film dell’anno precedente, Carcere di George Hill e l’opera, nel complesso, non è propriamente irresistibile ed è disorganica, con andamento anche lasco (come se si volesse diluire una comica di una bobina o aggregare sketch dal differente passo) e gag stanche o prevedibili (vedi quella del dentista che, per quanto diventata celebre, con il tempo invecchia). Ma, a parte la simpatia e bravura dei due interpreti, è geniale l’idea dell’elemento reiterato e scatenante le ire altrui, vale a dire le pernacchie di Stanlio (spassosissime quelle rivolte al direttore del carcere). Alla regia il fido James Parrott, che li ha visti nascere e li seguirà fino alla sua morte (li aveva già diretti in un mediometraggio del 1930, L’Eredità-I Vagabondi): ex attore di vaudeville e burlesque, fratello del comico Charley Chase, iniziò con Mack Sennett per poi passare alle produzioni di Hal Roach. Immancabile anche l’attore con i baffi (finti) James Finlayson, spalla del duo ovunque, qui nel ruolo del maestro della scuola in prigione. Il film venne girato in cinque versioni/lingue diverse: in quella italiana il direttore del carcere era interpretato da Guido Trento ma, purtroppo, è andata perduta.

