TRAMA
A bordo di un autobus diretto a Calcutta viaggiano Meenakshi, una giovane madre di famiglia che sta tornando a casa con il suo bambino, e Raja, un fotografo, presentato alla donna da un conoscente…
RECENSIONI
Orgoglio e Pregiudizi
Il potere dell’amore (ossia della solidarietà umana) è davvero più forte di quello della morte (vale a dire delle convenzioni sociali e religiose)? La regista esplora la storia di un affetto che nasce in un territorio (qui è l’India, ma potrebbe essere qualunque altro luogo) sconvolto da un odio etnico che non è follia più o meno casuale, ma (il)logica conseguenza di risentimenti e ostilità impressi nell’animo di tutti, anche di quelli che (come la protagonista) si considerano estranei al razzismo. La conclusione è lucida e desolante: il contatto diretto con il “nemico” (visto come essere umano, non più come membro di una comunità ostile) apre un varco nel muro dell’ostilità, ma la diffidenza riprende presto il sopravvento, e l’unico antidoto risiede nella memoria di ciò che si è visto al di là delle pietre (le fotografie di Raja, che documentano le atrocità compiute dagli uomini nel nome di un’idea cieca e brutale quanto la vendetta). La passione fra i due compagni di viaggio, “inventata” e bisbigliata, è risolta con sensibilità (anche per merito di attori perfetti), mentre la parte “politica” del film risulta schematica (ma era quasi inevitabile) e, a tratti, un po’ retorica (anche per colpa di una musica enfatica e involontariamente grottesca). Pertinenti, ma superflui, i riferimenti al settembre 2001.
