TRAMA
1841: Achab, capitano di una baleniera, è ossessionato dall’uccidere un’enorme balena bianca, responsabile della perdita della sua gamba. Le dà la caccia per i mari, mettendo in secondo piano le proprie attività mercantili.
RECENSIONI
Impegnato due anni in Inghilterra per trasporre il noto romanzo di Melville, uno dei suoi preferiti (ma, insieme allo sceneggiatore Ray Bradbury, ne cambia il finale), John Huston si è imbarcato per cercare vere tempeste e balene (integrate, poi, con quelle finte di caucciù) e si è anche occupato dello stile di colore da adottare, coadiuvandosi con il direttore della fotografia Oswald Morris e lo specialista del Technicolor Kay Harrison per procedimenti inediti che replicassero le stampe dell’epoca. Solo verso il finale, arrivati al mitico (è il caso di dirlo) duello, dopo aver pagato il dazio anche alle regole dello spettacolo, alla semplicità dell’avventura per tradurre la complessità filosofica del testo, si ricompone l’allegoria, la parabola (con riferimenti biblici) di una lotta fra Bene e Male, dove i confini fra queste due “categorie” non si delineano superficialmente. Il regista, infatti, si divide fra la difesa della Natura e la nostalgia della genuinità della Caccia e, pur riconoscendo che l'iniquità alberga nell'odio che ottenebra la mente e trascina gli altri in un delirio collettivo (mentre il "mostro" per antonomasia forse non è tale), nella figura tormentata ed autoritaria del capitano Achab vede anche il sacrosanto diritto al dolore e alla vendetta. La ribellione, la rabbia megalomane di Achab è, nell’allegoria di Huston, quella di un uomo verso Dio, del peccato contro la coscienza, della creatura verso la Natura maestosa e terribile che gli ha dato la vita. L’avrebbe voluto girare Orson Welles (che qui interpreta padre Mapple), che l’anno prima l’aveva ridotto a modo suo per il teatro (“Moby Dick-rehearsed”). Due precedenti a Hollywood: Il Mostro Del Mare (1926, Millard Webb) e Moby Dick, Il Mostro Bianco (Lloyd Bacon, 1930), entrambe interpretati da John Barrymore.

