Commedia, Recensione

MISTER HOBBS VA IN VACANZA

Titolo OriginaleMr. Hobbs takes a vacation
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1962
Genere
Durata116’
Sceneggiatura

TRAMA

Il banchiere Hobbs torna stremato dalle vacanze: detta alla segretaria una lettera di fuoco diretta alla moglie per l’esperienza vissuta con la famiglia di lei in una casa che cadeva a pezzi.

RECENSIONI

Fa parte di una serie di commedie per famiglie dal punto di vista dei padri che andavano di moda negli anni cinquanta/sessanta, stile Il Padre della Sposa (1950): lo scrittore di base è infatti lo stesso (Edward Streeter), simile la figura del genitore bofonchiante ma dal gran cuore. Un po’ fuori tempo massimo, come potevano esserlo le commedie, di questo periodo, con Doris Day. Valori intoccabili: l’importanza della famiglia e della cura dei piccoli problemi dei figli (perché ti riconosci, giovane, in loro: Hollywood non s’era ancora accorta dei teenager e dava loro solo delle pacche sulle spalle). Di bello c’è che la sceneggiatura di Nunnally Johnson non fa una grinza, infila un’invenzione dietro l’altra ed è anche citazionista (Psyco, Il Castello di Dragonwyck), per quanto il doppiaggio nostrano non le renda giustizia. Dal canto suo, Henry Koster è da sempre votato a un cinema poco problematico, gongola nel finale che sgonfia l’invettiva anti-famiglia ma, pur se privo di ferocia, fa bene il suo mestiere e, dopo aver iniettato per tutto il film l’incubo della (non) vacanza con i congiunti, dimostra che ripaga adoperarsi per gli altri. Si ride e si soffre con due genitori di gran cuore, pronti al sacrificio. Da incorniciare il “ricognitore” dedito allo spotting di uccelli di John McGiver. Originale l’io narrante di Hobbs che fa da contrappunto grottesco in terza persona.

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