TRAMA
Prossimo a sposarsi con una quacchera, lo sceriffo di Hadleyville, Will Kane, è anche deciso a lasciare carica e città. Scopre però che sta per tornare, in cerca di vendetta, un pericoloso fuorilegge messo da lui fuorigioco: tenta invano di reclutare aiutanti per fermarlo.
RECENSIONI
Il cinema western classico allo zenit: un racconto (tratto da “The Tin Star” di John Cunningham) semplice ma appassionante che lo sceneggiatore Carl Foreman decise curiosamente d’impostare in tempo reale (gli 84’ di durata corrispondono al tempo d’azione della finzione), una regia di Fred Zinnemann magistrale, dove l’archetipica figura dell’uomo-probo-solo-contro-tutti (i malviventi e l’immobilità dei borghesi) si divide fra leggenda ed epica del comportamento etico (immenso Gary Cooper, Oscar per lui). Il duello finale possiede una tensione “da combattimento”, Vita o Morte, difficilmente eguagliata in altre pellicole del genere (Oscar anche al montaggio), ed è preceduto da una sensazione simile, eppure completamente diversa, generata dall’agitazione che s’impadronisce della cittadina nell’attesa del treno di mezzogiorno dove viaggia il criminale. Nella messinscena critica della massa pavida, inoltre, non è difficile leggere un’allegoria anti-maccartista (con echi di “Un nemico del popolo” di Ibsen), in linea con le produzioni impegnate di Stanley Kramer. Anche il compositore Tiomkin portò a casa due statuette (canzone e commento sonoro).

