Animazione, Recensione

MCDULL, KUNG FU KINDERGARTEN

Titolo OriginaleMai dou xiang dang dang
NazioneHong Kong/Cina/Giappone
Anno Produzione2009
Durata77'
Sceneggiatura

TRAMA

McDull viene spedito in Cina, in una scuola di arti marziali, dalla madre, ansiosa che il figlio viva la propria vita al pieno delle sue possibilità. Tuttavia, invece di diventare esperto di Kung Fu, a scuola McDull si ficca in un mare di guai.

RECENSIONI

Alla quarta puntata con il grande schermo il maialino più famoso di Hong Kong mantiene inalterata la combinazione di nonsense, comicità e leggerezza che hanno caratterizzato, con risultati alterni, i capitoli precedenti. Questa volta McDull torna a essere protagonista assoluto, così come l'animazione bidimensionale (il 3D e il live action vengono utilizzati per lo più per dare spessore ai dettagli scenografici). Il risultato inizialmente ne guadagna, i siparietti del maialino con la sua mamma restano i più divertenti, anche se tutta la seconda parte, dedicata esclusivamente all'allenamento del piccolo in una scuola di arti marziali e alle relative difficoltà incontrate, finisce per smorzare l'entusiasmo delle premesse. Si ironizza molto sullo sport e sulla sua capacità di forgiare il carattere, così come su un certo cinema che esalta il potere salvifico della fatica fisica, in grado di trasformare un nerd in un campione. Cosa che però McDull, simpatico ma tutt'altro che vincente, non sarà mai. La poetica delle piccole cose arriva meno incisiva rispetto ad alcune delle puntate precedenti, annacquata da una comicità non sempre centrata, e si conferma, insieme alla consapevolezza, come strumento di sopravvivenza in una società competitiva e spietata, incapace di accogliere e valorizzare chi non è in grado di distinguersi dall'anonimato. Ma la nuova puntata affronta anche le origini del maialino e si scopre che il poco acume del piccolo protagonista ha radici lontane. È l'antenato McFal, infatti, ad avere inventato il primo telefono al mondo, peccato che il secondo sia stato creato solo dopo la sua morte. Di gag in gag si spazia ancora una volta dal cibo, vero topos della serie con un pollo infuocato più volte evocato (e mangiato) e un sacro deposito di medicinali trasformato in forno per cucinare instant noodles, all'assurdità di personaggi e situazioni, non sempre comprensibili per uno spettatore poco avvezzo con la cultura orientale e le sue specificità. Ecco quindi un "gruppo di selezione prenatale Mozart", a cui McDull non riesce a partecipare (da qui la sua presunta scarsa intelligenza), un compagno di classe che non indossa la gonna per non sporcarla e la mamma possessiva e desiderosa di vedere il figlio eccellere in qualcosa, qualunque cosa, che sdrammatizza, con una canzone dedicata, sull'arrivo della menopausa. Il tutto per giungere alla conclusione che McDull, privo di fianchi e pure di collo, "non è ritardato, ma gentile. Certo, lo sapevamo già, ma è sempre piacevole che qualcuno dal grande schermo ce lo ricordi.

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