TRAMA
1870, guerra franco-prussiana: una patriottica lavandaia in diligenza con alcuni aristocratici francesi snob. Per salvarli da un ufficiale prussiano (soprannominato Mademoiselle Fifi) che vuole prenderli in ostaggio, si concede alle sue attenzioni.
RECENSIONI
Val Lewton, passato (successivamente) alla Storia per le sue produzioni horror, in realtà aveva una forte predilezione per il cinema letterario: non deve quindi stupire che affidi alle mani di un regista della sua scuderia l’adattamento di due meravigliosi racconti di Guy De Maupassant, “A boule de suif” e “Mademoiselle Fifi”, con l’intenzione, anche, di parlare del presente (la Seconda Guerra Mondiale). Opera piccola, a suo modo deliziosa, incentrata sulla sceneggiatura di Josef Mischel e Peter Ruric (che pecca nel momento in cui insiste sul patriottismo della protagonista, dimenticando di costruirne il carattere), gli interpreti (Simone Simon con uno sguardo, al contempo, fermo e puro) e l’allegoria del testo originale (la lavandaia rappresenta la Francia). È il primo vero film del montatore Robert Wise dopo Il Giardino delle Streghe, che portò solo a termine.

