Drammatico, Recensione

L’UOMO E IL DIAVOLO

Titolo OriginaleLe rouge et le noir
NazioneFrancia
Anno Produzione1954
Durata135’

TRAMA

1830: Jean Sorel, ambizioso figlio d’un falegname, entra come precettore in una famiglia nobile e seduce la padrona di casa. Per evitare lo scandalo entra nel clero.

RECENSIONI

Con l'aiuto dei fidi Jean Aurenche e Pierre Bost alla sceneggiatura, Claude Autant-Lara riduce l'opera di Stendhal, rinunciando, in rispetto del romanzo realistico, al proprio formalismo ma non alla propria eleganza (girato in studio, con scenografie e colori che, comunque, proiettano in una dimensione fatata). Si riallaccia ai temi scandalosi che fecero la sua fortuna con Il Diavolo in Corpo, dando più risalto alle due passioni amorose che alla matrice "politica" del testo in cui il giovane protagonista, irruente e ambizioso, riconosce la propria ipocrisia (per inseguire il potere passa con troppa facilità dalla tonaca alla divisa militare rossa) ma, fedele a Napoleone, accusa una società in cui, in clima di Restaurazione, la superbia della classe nobile permette a un povero di fare strada solo in certi modi. In effetti, il suo personaggio non è delineato a tutto tondo, viene sacrificato il senso del suo agire (vedi anche il finale in cui pare aver dimenticato Matilde e dichiara il suo amore per il personaggio di Danielle Darrieux, prima mero mezzo per la scalata sociale) e non è chiaro quanta della sua meschinità sia giustificata dal timore che il proprio credo eretico venga scoperto (furbo? Ruffiano? O animo romantico costretto alla clandestinità?). Fra toni “folli” e sentimentali (sin troppi violini…), quindi, segnano la pellicola due amori romantici, due donne e una passione impetuosa come un mare in tempesta: la gelosia che acceca l'animo della Darrieux fino a farla sorridere quando sta per essere uccisa (perché è tornata al centro dell’attenzione), la relazione sadomasochistica (audace!) della bella e perversa Antonella Lualdi, che s'eccita con la propria vita in pericolo e ha un'attrazione macabra per il lutto. È soprattutto il coraggio nella descrizione erotica di questo secondo rapporto a far sì che la pellicola si faccia sorprendente, non solo attraente (o divertente: i battibecchi con il marchese).

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