TRAMA
Londra, primi dell’Ottocento: il capitano Brummell è talmente sfrontato con il Principe del Galles, che viene espulso dal paese. Continua a denigrarlo attraverso i giornali, ma ben presto diventano amici, uniti dagli affanni d’amore: il futuro re vorrebbe sposare colei che ama e non chi di convenienza, Brummell desidera una nobile, promessa sposa a un altro.
RECENSIONI
Dalla commedia teatrale (1899) di Clyde Fitch (di cui conserva deliziosi/maliziosi dialoghi oscar-wildeiani), già portata sullo schermo da Harry Beaumont in un film muto del 1924 con John Barrymore. È sceneggiato dall’esperto in ‘polpettoni’ Karl Tunberg e diretto dal dimenticato e sottostimato esperto di drammi psicologici/sentimentali con temi scottanti Curtis Bernhardt. Sull’attendibilità storica meglio non fare affidamento ma è tutto da gustare il technicolor di Oswald Morris, sebbene il vero effetto speciale dell’opera sia l’immenso Peter Ustinov, principe grasso, giovanissimo, simpatico e capriccioso. Insolitamente (per i canoni hollywoodiani, dove dovrebbe essere l’eroe), il personaggio di Stewart Granger è invece sgradevole: così pieno di sé e sfrontato da risultare chiaramente costruito in questa direzione, ed è proprio qui la sua originalità.

